Risarcibile la perdita affitto per infiltrazioni d’acqua provenienti dalle coperture condominiali, anche se non è provata la quantificazione del danno.

Con la recente sentenza n. 10870/2016, riguardante la perdita affitto per infiltrazioni, la Corte di Cassazione ha condannato al risarcimento dei danni un condominio citato in giudizio da un condomino il quale lamentava di non aver potuto locare un appartamento di sua proprietà a causa delle infiltrazioni provenienti da alcune coperture condominiali.

Già in primo grado il condominio era stato condannato al rifacimento delle coperture come da indicazioni del consulente Tecnico d’Ufficio ed al risarcimento dei danni. La ditta appaltatrice che ha eseguito i lavori di copertura, chiamata in causa dal condominio, è invece stata estromessa.

In sede di appello, però, la Corte territoriale aveva negato il diritto del condomino al risarcimento dei danni per la perdita affitto per infiltrazioni, perché, pur trattandosi di un danno derivante dal mancato godimento di un diritto reale, l’attore non era riuscito a provare alcunché per poterlo quantificare.

La ditta appaltatrice veniva condannata al pagamento dei costi per il rifacimento delle coperture ordinate dai giudici. Veniva però confermata la legittimità passiva del condominio poiché il condomino non aveva agito per far valere la garanzia relativa al contratto di appalto, ma per chiedere l’intervento di ripristino delle parti comuni condominiali ed il risarcimento del danno derivante da tali parti comuni.

In Cassazione la sentenza d’appello è stata ribaltata. Appurato, infatti, che le infiltrazioni denunciate avevano impedito al condomino di locale l’immobile danneggiato, il pregiudizio va risarcito sulla base degli elementi dedotti in via presuntiva, soprattutto all’esito della Consulenza Tecnica d’Ufficio. Da tali elementi occorre poi quantificare il danno, sempre in via presuntiva.

Per quanto riguarda la ditta appaltatrice, anche la Cassazione ha confermato la legittimazione passiva del condominio, in quanto in condomino non aveva azionato le garanzie derivanti dal contratto di appalto ma aveva agito per ottenere l’esecuzione dei lavori per la tutela delle parti comuni e per il risarcimento dei danni derivanti dalle stesse.