In base allo Statuto dei Lavoratori ed alle sue recenti modifiche, l’azienda può controllare le email in uscita, ma il controllo deve essere giustificato da esigenze organizzative e produttive

La modifica dell’art 4 dello Statuto dei Lavoratori, intervenuta nell’ambito del decreto attuativo del Jobs Act approvato dal Governo, ha rafforzato il principio secondo cui l’azienda deve avere il diritto di sapere quali comunicazioni escono verso l’esterno, ma l’impiego di strumenti di controllo email deve essere giustificato da esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e in ogni caso subordinatamente ad un accordo sindacale o ad una autorizzazione amministrativa da parte della Direzione Territoriale del Lavoro.

L’azienda, in base al nuovo dettato normativo, infatti, potrà più in generale effettuare controlli a distanza sui propri dipendenti attraverso impianti audiovisivi (pc, tablet, telefoni aziendali) senza la necessità di accordi sindacali preventivi.

Alla luce di ciò, la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul licenziamento del dipendente che utilizzava la e-mail di lavoro per uso personale – in linea di principio – non può e non deve stupire perché, in quanto mezzo di lavoro per comunicare, la posta elettronica aziendale nasce con una finalità precisa.

Tuttavia, il controllo non è necessario strumenti che servono al dipendente per eseguire la prestazione lavorativa e per quelli necessari per registrare gli accessi e le presenze.

Secondo i nuovi principi, inoltre, si stabilisce che le informazioni acquisite siano utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, ivi compreso pertanto quelli disciplinari. La nuova normativa, pur nel rispetto della normativa in materia di privacy, si pone l’obiettivo di attualizzare i sistemi di controllo al contesto sociale odierno, nella consapevolezza che l’attuale impianto normativo risale all’anno 1970 nel quale ovviamente lo sviluppo informatico e telematico aveva ben altre prospettive. In tale contesto si ritiene positiva l’ipotesi di riforma volta non al controllo indiscriminato del lavoratore nella sua attività lavorativa, ma tendente a tutelare l’impresa dall’utilizzo improprio dei nuovi strumenti di comunicazione. Più in generale, si dovrebbe procedere ad una derubricazione dell’intero quadro normativo e sanzionatorio di riferimento che appare assolutamente spropositato rispetto alle dinamiche aziendali. D’altronde, l’Italia è un caso quasi isolato di garantismo eccessivo sul tema; e basta dare uno sguardo agli altri sistemi nazionali (ad es. Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti) per averne conferma.

Scarica il DEPLIANT “DIRITTO DEL LAVORO”

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: