Il ritardo nel pagamento delle rate equitalia, anche se recidivo, non comporta di per sé la decadenza dalla dilazione.

Il Tribunale di Roma, con il provvedimento d’urgenza n. 54257 del 20 agosto 2016, ha accolto il ricorso di un’impresa a cui era stato notificato l’annullamento delle rate equitalia per accumulo di ritardi.

L’azienda in oggetto, vedendosi negata la concessione della rateazione del debito da parte di Equitalia, aveva proposto ricorso ex art. 700 del Codice di procedura civile (processo più breve rispetto a quello ordinario per via dell’oggettiva necessità di urgenza) per ottenere un provvedimento d’urgenza.

Il Tribunale di Roma, dopo aver accolto la domanda di procedura d’urgenza, ha anche deciso a favore dell’impresa, obbligando l’ente di riscossione a ripristinare il piano di rateazione precedentemente concesso.

Secondo il Tribunale, le rate equitalia comportano “una indubbia oggettiva difficoltà per il debitore di onorare il proprio debito”, in quanto la mancata attestazione della correttezza dei pagamenti “impedisce di riscuotere crediti nei confronti della P.A., la partecipazione a gare pubbliche, nonché la sottoscrizione di contratti pubblici con evidenti conseguenze in ordine alla sopravvivenza dell’azienda”.

Il giudice ha anche chiarito che “la normativa applicabile nella specie (l’art. 19 comma 3 del dpr 29 settembre 1973, n. 602 come modificato dall’art. 52 del dl 69/2013 cd decreto del fare) ha previsto che la rateizzazione ottenuta possa essere revocata solo in caso di ‘omesso’ pagamento di otto rate, non consecutive“.

Il ritardo nel pagamento delle rate equitalia può essere quindi punito con il pagamento di interessi ed eventuali sanzioni, ma non con la decadenza dal beneficio.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1973, all’art. 19, disponeva inizialmente che il debitore “decade automaticamente dal beneficio della rateazione” qualora vi sia un mancato pagamento, nel corso del periodo di rateazione, di 5 rate, anche non consecutive. A modificare il numero di rate (portandole a 8, anche non consecutive) il Decreto-legge n. 69/2013 è intervenuto senza, tuttavia, aver cambiato il procedimento di annullamento della dilazione.

A patto di pagare la rata prima della scadenza della rata successiva, il contribuente quindi non può decadere dalla dilazione già concessa.

La rata in questione, infatti, entro questi limiti temporali, è stata pagata in ritardo e non “omessa” o non pagata. Equitalia, dunque, non può revocare la concessione del programma di rateazione al debitore se non si è verificato il caso di mancato pagamento di 5 rate, per rateazioni concesse prima del 22 ottobre scorso, oppure di 8, anche non consecutive.