Il direttore dei lavori responsabile della conformità dell’opera al progetto e alle modalità di esecuzione in aderenza al capitolato e alle regole della tecnica

Nel caso di danno a terzi, può essere considerato il direttore dei lavori responsabile, in concorso con il committente e l’appaltatore, se le azioni od omissioni hanno dato un contributo causale a produrre il danno.

Analizzando un caso concreto, su cui si è espressa la Corte di Cassazione (sent. n. 8700/2016), un condominio citava in giudizio il costruttore per il risarcimento dei danni da infiltrazioni. Il costruttore, a sua volta, riteneva esclusivamente il direttore dei lavori responsabile di tali danni.

Il Tribunale condannava in solido il costruttore e il progettista-direttore dei lavori, ma la Corte di Appello riformava integralmente la decisione, osservando che il diritto al risarcimento nei confronti del costruttore si era prescritto e che poteva ritenersi accertato in giudizio che non fosse il direttore dei lavori responsabile.

Il condominio proponeva ricorso per Cassazione, che lo accoglieva, rinviando alla Corte di Appello in diversa composizione.

Secondo la Suprema Corte, in primo luogo non si era verificata la prescrizione nei confronti del costruttore.

In secondo luogo, la Cassazione riteneva che nella responsabilità extracontrattuale possono incorrere, a titolo di concorso con l’appaltatore – costruttore del fabbricato minato da gravi difetti di costruzione, anche tutti quei soggetti che, prestando a vario titolo la loro opera nella realizzazione dell’opera, abbiano comunque contribuito, per colpa professionale (nello specifico il progettista e/o direttore dei lavori), alla determinazione dell’evento dannoso, costituito dall’insorgenza dei vizi in questione.

La Corte ha avuto modo di precisare in cosa consiste la responsabilità del direttore dei lavori: «è stato affermato in giurisprudenza che la natura della responsabilità del direttore dei lavori nominato dal committente o dell’appaltatore … per un fatto dannoso cagionato ad un terzo dall’esecuzione di essi, è di natura extracontrattuale e perciò può concorrere con quella di costoro se le rispettive azioni o omissioni, costituenti autonomi fatti illeciti, hanno contribuito causalmente a produrlo. In relazione poi al direttore dei lavori dell’appaltatore, egli risponde del danno derivato al terzo se ha omesso di impartire le opportune direttive per evitarlo e di assicurarsi della loro osservanza, ovvero di manifestare il proprio dissenso alla prosecuzione dei lavori stessi astenendosi dal continuare a dirigerli in mancanza di adozione delle cautele disposte … Per quanto attiene in particolare al direttore dei lavori dell’appaltatore (ed è il caso che qui interessa) è stato altresì precisato che egli risponde del fatto dannoso verificatosi sia se non si è accorto del pericolo, percepibile in base alle norme di perizia e capacità tecnica esigibili nel caso concreto, che sarebbe potuto derivare dall’esecuzione delle opere, sia se ha omesso di impartire le opportune direttive al riguardo nonché di controllarne l’ottemperanza, al contempo manifestando il proprio dissenso alla prosecuzione dei lavori stessi ed astenendosi dal continuare la propria opera di direttore se non venissero adottate le cautele disposte».

La Suprema Corte ha altresì affermato il contenuto dell’obbligazione del direttore dei lavori, al quale compete «l’accertamento della conformità sia della progressiva realizzazione dell’opera al progetto, sia delle modalità dell’esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica e pertanto egli non si sottrae a responsabilità ove ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo, nonché di controllarne l’ottemperanza da parte dell’appaltatore ed, in difetto, di riferirne al committente».