L’Assicurazione deve garantire il risarcimento danni ai terzi danneggiati anche se il certificato è fraudolentemente retrodatato, ma ha diritto di rivalersi nei confronti dell’intermediario e di agire in regresso contro il cliente

Il risarcimento danni nel caso di sinistro stradale causato da veicolo in possesso di un certificato assicurativo formalmente valido, ma rilasciato dopo il sinistro e fraudolentemente retrodatato, è comunque dovuto dalla compagnia assicurativa.

Tale falsità, infatti, non è opponibile al terzo danneggiato quando essa provenga dall’agente per il tramite del quale è stato stipulato il contratto. In tal caso l’assicuratore, risarcito il terzo, avrà diritto di rivalsa nei confronti dell’intermediario infedele e di regresso nei confronti dell’assicurato.

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, III sezione civile, nella sentenza 6974/2016, con la quale ha respinto il ricorso promosso da una compagnia assicurativa, condannata a risarcire i familiari della vittima di un incidente, deceduto a seguito del ribaltamento di un autobus, non guidato al momento del sinistro dal legittimo proprietario ed con l’assicurazione scaduta.

La Compagnia Assicurativa lamentava infatti che la polizza era stata stipulata dopo il sinistro, pertanto chiamava in causa l’agente per il tramite del quale fu stipulata la polizza e chiedeva di essere liberata da ogni responsabilità.

La Cassazione ha affermato che la stipula di un contratto di assicurazione della responsabilità civile automobilistica produce due effetti:

  • tra l’assicurato e l’assicuratore: se il contratto non esiste, l’assicurato non ha diritto all’indennizzo;
  • tra il danneggiato e l’assicuratore: in quanto caso, la fonte del rapporto è la legge.

Pertanto, il diritto del danneggiato nei confronti dell’assicuratore del responsabile, non scaturendo dal contratto, non ne segue le sorti, e sussiste anche quando la polizza, purché esistente, sia inefficace o non operante.

Il certificato ha una duplice funzione:

  • di pubblicità, in quanto finalizzato a dimostrare ai terzi l’avvenuta stipula del contratto;
  • di incontestabilità, in quanto una volta emesso l’assicuratore perde la possibilità di revocarne o contestarne il contenuto.

il contenuto del certificato non può essere contestato dall’assicuratore, a meno che non provi che esso fu rilasciato per errore di fatto, ovvero estorto con violenza.  In questo caso, in realtà, non ricorre alcuna di queste ipotesi, essendo presente un certificato assicurativo formalmente valido, ma fraudolentemente retrodatato dopo che avvenne il sinistro.

Di conseguenza, poiché proprio l’intermediario assicurativo, che dell’assicuratore ha la rappresentanza, ha rilasciato nel caso di specie il certificato mendace, gli atti dell’intermediario producono effetti direttamente nei confronti dell’assicuratore, e sono a lui imputabili, salva la possibilità di quest’ultimo di agire nei confronti dell’intermediario infedele per la rivalsa e con regresso verso l’assicurato.

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